Zollino (LE), 1976

Appassionato di fotografia sin da giovanissimo, si è formato tra il 1992 e il 2001, lavorando come assistente presso alcuni tra i principali studi fotografici del Salento.

In questa fase del suo lavoro predilige fotografare gli eventi di massa, senza trascurare progetti di ricerca personale. Una svolta decisiva nell’approccio alla fotografia avviene attraverso la sua passione per i progetti fotografici a lungo termine. Conosce il lavoro di un grande fotografo, Josef Koudelka. Il suo “Gypsies” diventa la pietra miliare della sua formazione.

Dal 2007 lavora a DOC (un ritratto del Salento) e dal 2011 è tra i protagonisti di “The Darkroom Project”, il progetto collettivo che si svolge a Muro Leccese (LE), dedicato alla fotografia analogica e alla camera oscura.

Una tappa decisiva del suo lavoro è il lungo viaggio in Azerbaijan alla fine del 2011 durante il quale ha realizzato il reportage fotografico Sola Andata esposto a Milano e a Roma nei primi mesi del 2014.

Tra dicembre 2012 e dicembre 2013 realizza 36, tre serie di dodici fotografie che segnano una svolta nella sua ricerca e che raccontano in chiave intima e personale, un anno decisivo della sua vita. Una selezione delle opere è stata presentata in anteprima mondiale in Francia durante “Les Rencontres d’Arles” nel luglio del 2014.

Nel settembre dello stesso anno la mostra Sola Andata è stata esposta all’Aeroporto di Brindisi, ed ha aperto il “BitumePhotoFest” di Lecce. Alcune fotografie di Sola Andata sono state esposte anche in diverse collettive a Stoccarda e a Roma negli spazi della neonata TAG‚ “Tevere Art Gallery”.

Tra gennaio e febbraio del 2015 ha presentato due nuovi progetti a cui stava lavorando da diversi anni: “Backstage”, una serie di fotografie che raccontano i set di cui ha fatto parte e gli eventi che ha fotografato, e “Petra” una costola del progetto “36” che è diventato a sua volta un racconto fotografico.

Terra, mare, religione: attorno a questi tre mondi ancestrali ruota il reportage fotografico doc del salentino Daniele Coricciati, che con questo progetto sta concorrendo al concorso fotografico mondiale Street Photography Awards 2016 indetto da LensCulture. Per Coricciati “è impensabile costruire il futuro di una terra se non si ricordano le sue origini”, perciò con la sua macchina fotografica ha vissuto e indagato diversi luoghi, ha conosciuto persone, cercando di raccontare la storia di una terra antica e oggi celebre, ma anche molto misteriosa, soprattutto nelle sue ritualità, tra processioni e feste popolari. Per farlo ha scelto la fotografia analogica e il bianco e nero, perché – racconta – “mi mancava la camera oscura”.

(Lorenzo Madaro)