San Pietro Vernotico (Br), 1971. Vive e Lavora a San Pietro Vernotico

La natura del gioco di Fabrizio Fontana risulta ben più articolata di come appaia a prima vista. Nonostante l’incessante, quasi ossessivo riferimento al gioco, infatti, l’arte di Fontana di scherzoso ha davvero poco, e la connotazione ludica delle sue opere si limita spesso all’aspetto formale di esse.

Certo, Fontana “gioca”, prendendo in prestito dalla sua infanzia protagonisti di fumetti e cartoni animati (Goodbye Kitty, Mangia Libri di Cibernetica…), giochi di parole, giocattolini e plastiche colorate, o dissacrando scherzosamente icone sacre, statue e figurine di santi (Fred & Niko, Per Battere i Fanti…), alludendo spensieratamente ad opere d’arte o artisti famosi (Ceci N’est Pas Une Clee, Giganteschio…), o citando canzoni e anagrammando a suo piacimento marchi di prodotti di consumo (Despite All My Rage I’m Still Just A Rat In The Cage, RedInk, Rats…).

Ma la reale operazione che l’artista compie è quella di amalgamare meticolosamente e sapientemente tutti questi ingredienti e tramutarli, con l’ausilio di legni ruvidi, resine lucide, plexiglass trasparenti e persino luci, a volte, nel suo singolarissimo linguaggio, per parlarci oggettivamente di solitudine, di monotonia, di guerra, di consumismo, di alienazione, di morte.

Il risultato è un’impressionante produzione artistica dal sapore pop, varia, eclettica ed incredibilmente godibile, con opere che vanno dalla stampa alla tela, dal ready made alla scultura dal box all’installazione, in cui il gioco, ribattezzato “jioko” da Fontana, è sempre protagonista, e si fa stratagemma con cui l’artista in realtà ci dice che purtroppo al giorno d’oggi c’è ben poco da scherzare. (Nico Carone)

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